Gli speciali

SKINHEADS

Dal momento in cui la sottocultura dei Mods diventa “vendibile”, avviene una scissione interna: coloro che rivendicano l’appartenenza alla classe operaia, non cedendo alle logiche di mercato, mettono le giacche di sartoria, il parka ed i cravattini nell’armadio.

Iniziano ad indossare bretelle, basco, camicie Ben Sherman, polo Fred Perry (simbolo dell’orgoglio nazionale inglese, in quanto Perry fu il più grande tennista d’oltremanica), barracuta Lonsdale o Harrington, jeans stretti arrotolati fin sopra la caviglia, per mostrare i boots Dr. Martens, fornendo un’immagine caricaturale dell’operaio modello.

Per motivi igienici e di sicurezza sul lavoro portano i capelli rasati ed un bel paio di basettoni (Gnam! Slurp! Occhi a cuore <3.<3 ) e da qui ecco il nome Skin-Heads.

Questo termine viene coniato nel ’69 (da qui il motto skin “Spirit of ‘69”), dopo innumerevoli etichette assegnate ai membri del movimento, come baldhead, egghead, crophead e peanut. Meglio “Testa rasata”, che “Testa a uovo” o “Testa calva”.

Ragazze skin, scena tratta dal film “This is England”

Il rythm’n’blues e il Northern Soul vengono abbandonati, mentre ska, rocksteady e reggae, considerate ancora forme musicali esotiche, prendono il loro posto.

I giovani proletari inglesi usano espressioni culturali tipiche degli immigrati caraibici, con i quali condividono condizioni socio-economiche precarie. Solidarietà! E un sacco di feste in casa trascorse assieme.

Gli skinhead attraversano due fasi. Nella prima,detta trojan skinhead (la Trojan era la casa discografica rock steady-ska-reggae che aveva come simbolo un elmo troiano), si scontrano con i gruppi rivali. Le risse vengono chiamate boot-party (scontri con gli stivali).

Il primo periodo skin termina nella prima metà degli anni Settanta, quando i membri appartenenti a questa sottocultura diventano oggetto di interventi repressivi, come il divieto di entrare negli stadi assieme ai compari hooligans, nei bar e nelle discoteche.

Con la nascita del movimento punk avviene il risveglio di quello skinhead ed inizia così la seconda fase skin. Iniziano i legami con il National Front (partito britannico di estrema destra), fino alla nascita del movimento neonazista Combat 18 (1=A 8=H: iniziali di Adolf Hitler).

Dalla fine degli anni ottanta, a New York, in forte contrapposizione agli skin nazifascisti (Naziskin), si forma una fazione di skinhead antirazzisti (S.H.A.R.P. : Skinheads Against Racial Prejudice). A Genova c’è una delegazione molto forte e in gran fermento. Tante cosine carine organizzate dai rude boys, mods e skinheads genovesi. Me molto feliciona.

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